Per junk food o cibo spazzatura si intendono tutti quei cibi che hanno un alto contenuto calorico ma un bassissimo apporto nutrizionale. Alimenti ricchi di zuccheri, carboidrati e grassi saturi e idrogenati (i pericolosissimi grassi trans), sono spesso ottenuti da materie prime di scarsa qualità, arricchiti con coloranti, addensanti, conservanti e altre sostanze chimiche che li rendono molto appetibili, fino ad arrivare a creare dipendenza.
Il cibo spazzatura ha un basso potere saziante perché è povero di fibre e ricco di grassi e zuccheri che vengono assorbiti rapidamente dall’organismo e che lo portano a richiederne sempre di più. Per questo motivo, il rischio è quello di ingerirne grosse quantità e sentire di non averne mai abbastanza.
Oltre ai comuni cibi da fast food come patatine fritte, hamburger, dolci, caramelle e merendine industriali, rientrano nella categoria di junk food tutti quegli alimenti confezionati, molto dolci o salati e che sono composti prevalentemente da zuccheri, conservanti e coloranti. Difficile da credere, ma anche alimenti spacciati come salutari possono nascondersi nella pericolosa categoria di cibo spazzatura. I cereali da colazione ad esempio, ricchi di addensanti, olio di palma o sciroppo di glucosio, barrette di vario tipo, ma anche succhi di frutta o yogurt alla frutta, che in realtà hanno una piccolissima percentuale di frutta, o i cibi panati e surgelati come i bastoncini di pesce, le cotolette di spinaci e le pepite di pollo, i tanto amati chicken nuggets che tutti i bambini adorano.
Stili di vita frenetici, stress e preoccupazioni conducono spesso a trovare conforto nel cibo e ripiegare su alimenti poco sani quando si va di corsa. In alcuni casi, infatti, sembra che non ci sia niente che non si possa affrontare dopo un bel pezzo di torta cremosa o un gustoso hamburger. Altrettanto devastanti, poi, sono gli effetti psicologici che provoca la dipendenza dal junk food, che a volte viene paragonata a quella causata da sostanze stupefacenti.
Scientificamente, infatti, è stato dimostrato che le sostanze grasse e zuccherine presenti in questi alimenti stimolano la produzione di dopamina, che si traduce in un senso di appagamento e felicità nel momento in cui li ingeriamo. Una volta terminato l’effetto, che avviene in tempi relativamente brevi, il senso di euforia lascia posto a senso di spossatezza, perdita di energia e irritabilità.
La domanda è: ma dobbiamo quindi proprio privarcene? La mia risposta è che la consapevolezza sugli effetti di questo cibo deve essere la nostra priorità, questo ci porterà a concederci qualche leccornia solo dopo un pasto ben bilanciato e magari dopo una intensa attività fisica piuttosto che dopo un'arrabbiatura. Dobbiamo essere consapevoli di non usare alimenti come consolazione o appagamento, ma trovare delle attività che ci aiutino a scaricare stress e tensioni e concederci un dolcetto in qualche occasione e dopo un pasto ben bilanciato composto in prevalenza da proteine e verdure.
(Articolo della dottoressa biologa nutrizionista Giusto Cristina)